mercoledì 26 novembre 2014

Papagadgets

di Giuseppe Verdi

Che papa Francesco avesse scatenato un’autentica bergogliomania l’avevamo capito, se è vero che la gente impazzisce per lui e che perfino il Parlamento Europeo gli ha aperto le porte, onore toccato in precedenza solo a Wojtyla.
Tuttavia, non osavamo immaginare che l’argentino potesse sconfiggere il polacco su un terreno tanto frivolo quanto insolito per la solennità di una figura come quella del papa. Stiamo parlando dei gadget, che con Francesco hanno conosciuto un autentico boom, tanto che qualche settimana fa il noto programma a quiz di Rai1 L’eredità ha addirittura dedicato all’argomento il gioco noto come “la scossa”.
E in effetti, facendo un rapido excursus in rete, se ne trovano di tutti i colori. Di seguito, dunque, vi presentiamo una carrellata delle più gustose (alcune anche al palato) chicche estratte dall’universo dei gadget dedicati a papa Bergoglio.
Innanzitutto, abbiamo il ditale del papa.
O meglio, i ditali, perché in rete se ne trova più di uno, ad esempio su http://www.savellireligious.com o su www.ciaosouvenir.com.
Segue lo schema punto croce di www.artedelricamo.com e, soprattutto, il famosissimo “lecca lecca” del papa, originale trovata di un commerciante napoletano, che ha esposto in bella mostra in vetrina i dolciumi raffiguranti il volto del pontefice, immortalati sul sito Road tv Italia. Circola voce che numerosissimi politici italiani e stranieri, già avvezzi a prostrarsi davanti all’uomo in veste bianca, abbiano fatto incetta dei preziosi dolcetti, così, giusto per tenersi in allenamento nella loro inarrivabile capacità di leccare.
A quanto pare, un cartello esposto in negozio precisa che, oltre al lecca lecca, alla modica cifra di 4 euro è possibile ricevere anche una prece. Che cosa si vuole di più dalla vita?
Abbiamo poi le tazze del papa, le magliette del papa e, a quanto si dice in giro, anche i bavaglini del papa, dei quali però, sfortunatamente, non siamo riusciti a trovare immagini in rete.
Dulcis in fundo (ed è proprio il caso di dire “dulcis”), non un vero e proprio gadget, ma un autentico capolavorio di pasticceria: il Papa dulce bun. Si tratta di un gelato alla crema chantilly variegato con dulce de leche e copertura al gianduia, creato dal maestro Giorgio Zanatta in occasione del Firenze Gelato Festival.
“Un piccolo omaggio al Papa Italo-Argentino”, dice il creatore di cotanta celestiale prelibatezza, “che ha le sue origini a pochi chilometri dal paese di Gianduja, nell’astigiano. La parola dulce in spagnolo, e bon in piemontese, rispecchiano le caratteristiche di papa Francesco: dolce e buono”.
Una curiosità: non a caso, la ricetta raccomanda di mixare gli ingredienti e pastorizzare a 85 gradi. Più che naturale, quando si tratta del pastore per eccellenza.

martedì 25 novembre 2014

Squallide banalità

di Carla Corsetti


È impressionante il tenore delle banalità inanellate dal monarca Bergoglio nel discorso pronunciato davanti al Parlamento Europeo.
Sembrava che quelle parole fossero rivolte agli studentelli di una assemblea liceale cattolica e non ad una Assise parlamentare.
L’attenzione ai poveri, implorata dal proprietario dello IOR e dell’Obolo di San Pietro, è stata una autentica presa per i fondelli.
Ha rimproverato all’Europa di essere “invecchiata”, e questa osservazione, pronunciata da un Capo di Stato di una monarchia che di moderno ha solo il sistema di riciclaggio del denaro, ha richiamato alla memoria il classico aforisma della pagliuzza nell’occhio dell’altro e la trave nel proprio.
Di dubbia interpretazione potrebbe apparire il richiamo ad una “cornice giuridica chiara” se non fosse che nello Stato del Vaticano il diritto canonico prevale su quello civile e su quello penale.
Il livello più scadente lo ha toccato quando ha parlato di “dignità trascendente”, come se fosse un parroco di paese al catechismo.
Nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della violenza sulle donne, non si è dimenticato di parlare dei “bambini uccisi prima di nascere” invitando, di fatto, i parlamentari europei a negare alle donne il diritto all’autodeterminazione.
Invitarlo al Parlamento europeo è stato un gesto politicamente scorretto.
Applaudire alle scempiaggini dette, è stato vile.


All'articolo di Carla Corsetti è possibile aggiungere semplicemente che, rivedendo le riprese televisive del preteso "evento", la sensazione che se ne ricava è quella di una regia pianificata a tavolino, dove gli applausi partivano più per "copione" che in maniera spontanea, almeno a giudicare dalle facce e dall'atteggiamento degli europarlamentari. Squallore nello squallore.

martedì 18 novembre 2014

Romania: la religione non è più oggetto
di studio obbligatorio a scuola


La Corte Costituzionale rumena colpisce duramente la Chiesa Ortodossa (BOR), ammettendo, con decisione definitiva e generalmente obbligatoria, l’eccezione di incostituzionalità di due articoli della Legge sull’istruzione e della Legge sull’educazione Nazionale.
Gli articoli di legge dichiarati incostituzionali prevedono rispettivamente che “la scelta di non frequentare le ore di religione può essere espressa per iscritto dal genitore o dal tutore legalmente istituito del minorenne” e che “su domanda espressa per iscritto, l’alunno maggiorenne può richiedere di non frequentare le ore di religione”.
Ecco cosa dice invece la Costituzione con riferimento all’insegnamento della religione nelle scuole:

Art 29 - c. 6: “I genitori o i tutori legalmente istituiti hanno il diritto e di assicurare , in conformità con le proprie convinzioni, l’educazione dei minorenni di cui hanno la potestà e la responsabilità educativa”.
Art 32 – c. 7: “Lo stato assicura la libertà dell’insegnamento religioso, a seconda delle richieste specifiche di ogni culto religioso. Nelle scuole statali, l’insegnamento religioso è organizzato e garantito dalla legge.

Le motivazioni della Corte hanno avuto come fondamento l’idea che “la persona che vuole fare una cosa deve fare richiesta, e non la persona che non desidera un qualcosa non richiesto” (n.r. immaginiamoci se un domani dovessimo fare tutti richieste disperate per non avvalerci di abbonamenti a tutti i servizi immaginabili?).
La decisione della Corte è definitiva e immediatamente obbligatoria. La Corte era stata sollecitata dal Professor Emil Moise nella causa contro il Liceo Di Arte di Buzau. Un anno prima, Csaba Asztalos, presidente del Consiglio Nazionale Contro le Discriminazioni, aveva affermato: “l’iscrizione d’ufficio -ergo, dallo stato- all’insegnamento religioso nelle scuole lede il diritto alla libertà di coscienza, lede il diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le proprie convinzioni e il proprio credo. Nessuna persona in Romania ha l’obbligo di rispondere a domande sull’appartenenza a un culto”.
L’Associazione degli Alunni di Constanta (AEC) e l’Associazione dei Giovani Europei per la Romania (ATER) hanno inviato al Parlamento una proposta di documento normativo riguardante l’insegnamento della religione nelle scuole, trovando punti di convergenza tra la Legge e la decisione della Corte Costituzionale.
Il Codice Civile indica che i genitori possono stabilire la confessione del minorenne fino al compimento del quattordicesimo anno di età. I ragazzi ultraquattordicenni decidono autonomamente la propria religione. Per far sì che questa decisione sia autonoma, priva di influenze da parte di terzi, nel pieno rispetto del livello e delle capacità intellettive del bambino, sorge l’assoluta necessità di una cultura generale e della conoscenza della Storia delle religioni e della loro evoluzione. La proposta prevede quindi la necessità di studiare Storia delle religioni nelle scuole medie, per proseguire poi alle scuole superiori con l’insegnamento confessionale della religione scelta dal giovane, con professori autorizzati da parte delle istituzioni di culto riconosciute dallo stato, il che richiede le assunzioni non più come dipendenti permanenti nelle scuole ma con contratti determinati della durata di un anno.
Le modifiche della normativa sono argomentate e motivate come “assolutamente necessarie, per il pieno rispetto della libertà di coscienza dei bambini in età evolutiva…per accrescere il livello di tolleranza religiosa, per evitare i conflitti religiosi, per rispettare i valori europei della separazione dei poteri della chiesa e dello stato in una società secolare, per la democrazia di uno stato moderno”.

Fonte:

Traduzione di Rodica Vasile, consulente

mercoledì 12 novembre 2014

Anche le chiese hanno l'insegna!

di Giuseppe Verdi

Da quando è arrivato papa Francesco, la chiesa, come sappiamo, ha imboccato la via della modernità in maniera ormai irreversibile. Certo, ogni tanto scadono in qualche eccesso di oscurantismo (Misericordina, esorcismi e "buon appetito" vari), ma è indubbio che santa madre romana si sta aprendo al cambiamento con decisione e coraggio.
Mai, però, avremmo creduto che qualche parroco si spingesse addirittura all'ardire di collocare sul portone della propria chiesa un'insegna luminosa di benvenuto, anzi di "welcome", visto che l'inglese fa sempre più chic, quantunque coerenza avrebbe voluto una bella scritta in latino.
L'iniziativa è del curato di Santa Maria della Spiga, piccola parrocchia periferica di Lucera, in provincia di Foggia, che da oggi trova dunque il suo momento di gloria.
Naturalmente, la brillante (anzi, psichedelica) idea del parroco ci suggerisce diversi spunti di riflessione. In primis, siamo certi che il sacerdote, prima di prendere una decisione tanto innovativa, abbia cercato ispirazione nei sacri testi, trovando fondamento alla validità della propria iniziativa in versetti quali "il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata"; oppure "veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo"; o ancora "mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della luce".
D'altra parte, non sono mancate le battute salaci da parte dei soliti spiritosi blasfemi e irriverenti.
Qualcuno, per esempio, ha chiesto: ma durante la messa la scritta diventerà "occupato"?
Analogamente, c'è stato chi ha ipotizzato che, qualora l'insegna rimanesse accesa anche nelle ore notturne, il piazzale della chiesa potrebbe diventare luogo d'incontro di non poche escort dell'intera provincia o, quanto meno, sede di estemporanee discoteche all'aperto.
Come che sia, questo blog plaude all'iniziativa e ringrazia gli ecclesiastici che, con gesti di questo tipo, forniscono copioso materiale atto ad arricchire il già traboccante mondo delle cristianaggini.

sabato 8 novembre 2014

Santa Brigida e il dito
dell'apostolo Tommaso

di Giuseppe Verdi

Tommaso, noto come “l’apostolo scettico”, deve questa sua fama a celebre episodio (presente nel solo vangelo di Giovanni) in cui, dubbioso della resurrezione di Gesù, se lo ritrova davanti. Rivolgendosi a lui, Gesù dice: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!
E, probabilmente, tutti festeggiarono mettendosi a tavola e facendo in tal modo diventare “penultima” l’ultima cena.
Probabilmente, tuttavia, il dialogo autentico fu il seguente:
Gesù: “Tommaso, perché mi additi?”
Tommaso: “No, Gesù, veramente sei stato tu a invitarmi a palparti le piaghe”
Gesù: “Ebbene, fallo, qui davanti a tutti gli altri, che ne saranno testimoni”
Tommaso: “Beh, testimoni…qui dentro ci contiamo sulle punte delle dita”
Pietro (agli altri apostoli che volevano mediare): “Fermi! Tra Gesù e Tommaso non mettere il dito”
Gesù: “Tommaso, ammetti di essere incredulo, non nasconderti dietro un dito”
Tommaso: “Ma che cosa dici, Gesù, non ti ho mai puntato il dito contro”
Pietro (agli altri apostoli irrequieti): “Buoni! Non muovete un dito!”
Gesù: “Orsù, metti il dito nella piaga”
Tommaso: “Ecco, ora lo faccio…ma so che dopo mi morderò le dita”
Gesù: “Sbagliato. Dopo toccherai il cielo con un dito”
Tommaso: “Gesù, lo faccio, ma come al solito ti prendi il dito con tutto il braccio”

Ironia a parte, che cosa sappiamo veramente dell’apostolo Tommaso?
Pressoché ignorato dall’intero Nuovo Testamento al di fuori del famoso episodio poc’anzi riportato, in tutta l’antica tradizione cristiana Tommaso godette viceversa di una posizione di spicco, come risulta in particolare dal Vangelo di Tommaso e dai suoi Atti.
La brutta notizia è che l’apostolo Tommaso…non si chiamava Tommaso!
“Thômas”, infatti, non è che la traslitterazione in greco dell’ebraico tôma, cioè “gemello”; il vero nome di quell’apostolo è, invece, Giuda: “Giuda Tommaso” (come risulta proprio dal vangelo di Tommaso), vale a dire “Giuda il gemello”. Inoltre, il termine greco didimos (riportato anche dal vangelo di Giovanni) significa parimenti…gemello! Ne consegue che l’espressione “Didimo Giuda Tommaso” va letta come “gemello Giuda il gemello”. Siamo in presenza di uno dei tanti casi nei quali chi ha redatto il testo dei vangeli tentò di alterare la vera identità di un personaggio, presentandolo con nomi fittizi, ottenuti utilizzando i soprannomi “di battaglia” aramaici senza però tradurli, così che sembrassero innocui nomi di battesimo.

Anche Tommaso, come tutti i principali protagonisti della saga cristiana, ci ha lasciato le sue brave reliquie.
Tra queste, spicca senza dubbio il suo dito, che possiamo ammirare nella chiesa romana di Santa Croce in Gerusalemme (ricca di tante importanti reliquie), quantunque una protezione metallica ci impedisca di prendere visione diretta e di stabilire se si tratti di indice, anulare o, più probabilmente, medio.
Quali sono le origini di cotanto prezioso lascito? Il merito è tutto di santa Brigida, nata in Svezia nel 1303, che durante la sua vita ricevette numerose rivelazioni e visioni (sia in stato di veglia che di estasi), durante le quali ella udiva parole in latino, che, poi, rimanevano impresse nella sua memoria, cosicché Brigida era in grado di farle trascrivere ai suoi segretari, sottraendole (oh, che fortuna!) all’oblio del tempo. Dopo un approccio cauto, la chiesa ritenne le rivelazioni veritiere per bocca dei papi Gregorio XI, Urbano VI e Bonifacio IX e Brigida fu rapidamente fatta santa.
Ora, secondo la tradizione, Brigida visitò per due volte la tomba di Tommaso a Ortona, in Abruzzo, e in una di queste occasioni, pregando sulle spoglie dell’apostolo, ricevette da Gesù la rivelazione che quelle reliquie erano autentiche. Poi, apparve Tommaso in persona e le disse: ti darò il tesoro desiderato ormai a lungo da te”. Nello stesso momento, senza che nessuno toccasse la cassa contenente le ossa dell’apostolo, apparve un frammento del dito di Tommaso, che, nonostante il sarcofago fosse ben chiuso, Brigida vide distintamente uscire dalla cassa sigillata e planare fino a venire a depositarsi nelle sue mani.
Roba da non crederci, ma si eviti di puntare un dito inquisitore.


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lunedì 3 novembre 2014

Sanguinamenti di coppia:
il Gesù e la madonna di Giampilieri

di Giuseppe Verdi

La frazione messinese di Giampilieri vanta una particolarità che la rende unica nell'universo cristiano: può vantare non solo una madonna piangente, ma anche un Gesù che compie il medesimo prodigio!

A quanto pare, il fenomeno si è ripetuto oggi, 3 novembre, a distanza di 25 anni dal suo primo manifestarsi, quando, nel 1989, un quadro posto come capezzale del letto di una tal signora Pina cominciò a sanguinare. L'emorragia era talmente copiosa che fu necessario mettere sotto al quadro grossi tamponi di cotone per assorbire il sangue. E lì, ecco la sorpresa: Gesù cominciò a scrivere sul cotone!!!
Ebbene sì. Proprio Gesù, che in vita non scrisse nemmeno una riga per l'umanità, in epoca moderna si sarebbe messo a vergare su cotone (in perfetto italiano e in stampatello maiuscolo, si veda l'immagine sopra) messaggi su messaggi, per apparire successivamente alla stessa signora Pina e annunciarle che da quel momento in poi ella sarebbe stata seguita da sua madre, vale a dire Maria, che infatti da quel giorno prese ad apparire puntualmente alla suddetta Pina, la quale divenne così la "veggente" di Giampilieri e, nel periodo pasquale, accusa la comparsa dei segni della passione (in particolare su mani e ginocchia).
Ovviamente, negli anni si sono susseguiti i miracoli, in particolare svariati casi di donne che non riuscivano ad avere figli e che, grazie all'intervento della madonna, sarebbero rimaste incinte (un po' come avveniva frequentemente nell'Antico Testamento, dove il virus della sterilità colpiva selvaggiamente anche le donne più devote).
Da allora, Pina riceve settimanalmente un messaggio dalla madonna e lo divulga. Mi chiedo tuttavia: perché Maria disperde le forze in questo modo? Non potrebbe concentrare tutta la messaggistica in un'unica località "universale" e utilizzando un solo veggente o gruppo di veggenti?
Per chi volesse saperne di più, è possibile consultare il curatissimo sito nostrasignoradigiampilieri.it, dove troverete, oltre al testo di tutti i messaggi lasciati alla signora Pina da Gesù e Maria, anche i risultati di una serie di analisi del sangue fuoriuscito dal Cristo in bronzo e di quello di cui, una volta, fu trovata zuppa una cartolina. Nel referto si legge tra le altre cose "neutrofili molto maturi (invecchiati)", circostanza del tutto prevedibile, trattandosi di sangue vecchio di quasi due millenni...